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Se vi sentite un po’ fuori asse in questi primi giorni del 2019, sappiate che non siete i soli: anche il Polo Nord Magnetico terrestre non sa cosa fare e, recentemente, si sta continuando a spostare molto più velocemente del previsto.

Dove va il Polo Nord Magnetico Terrestre così di corsa?

Non è una faccenda da poco: chiunque effettui un qualsiasi navigazione fa riferimento al Nord Magnetico terrestre!

Qualsiasi bussola indica un angolo di riferimento, da 0° a 360°, tra il nord magnetico e la direzione verso cui la puntiamo.

Provate a pensare cosa accadrebbe se le nostre bussole iniziassero a segnare un nord errato!?


Le bussole indicano il Nord Magnetico terrestre e, grazie ai dati che vengono elaborati e forniti dal World Magnetic Model, si riesce a stabilire la distanza angolare con il Nord Geografico  da cui partono tutti i meridiani. (per maggiori info sull’argomento clicca sull’immagine sotto)

Circa l’aggiornamento dei dati,  la versione più recente del modello è uscita nel 2015 e avrebbe dovuto durare fino al 2020, ma il campo magnetico sta cambiando così rapidamente che i ricercatori hanno dovuto aggiornarlo già adesso”, ha spiegato Alexandra Witze su Nature.

Il polo si è sempre mosso, oscillando tra l’estremo nord canadese e la Siberia e, sebbene si sappia che il campo magnetico è in continua mutazione, negli ultimi anni sembra che sia davvero instabile, costringendo oggi gli esperti a compiere una mossa inconsueta:

il 30 gennaio 2019, infatti, verranno aggiornati i dati del World Magnetic Model, ovvero il modello che descrive il campo magnetico del pianeta i cui dati fungono da riferimento per tutti i sistemi di navigazione e geolocalizzazione moderni, dai sistemi di bordo delle navi e degli aerei a Google Maps sugli smartphone.


Già nel 2016 fu registrato un picco di intensità (monitorato dal satellite Swarm dell’Esa) nelle profondità al di sotto del nord e del sud America e dell’Oceano Pacifico. L’impulso geomagnetico del 2016 arrivò nel momento peggiore possibile, ovvero subito dopo l’aggiornamento del 2015 al World Magnetic Model. Ciò significa che il campo magnetico oscillò subito dopo l’ultimo aggiornamento, facendo diventare i suoi dati superati, sebbene fossero recenti.

Non è la fine del mondo, ma può causare seri problemi e non solo a navi e aerei: infatti il campo magnetico terrestre protegge il nostro pianeta dalle radiazioni solari e, alcuni studiosi, ipotizzano che il campo magnetico terrestre starebbe invertendosi più rapidamente del previsto e questo comporterebbe un rischio per il nostro sistema di vita, perché la sua forza si ridurrebbe del 90% .

Inoltre, il movimento del polo nord magnetico si modifica in modi imprevedibili: fu misurato per la prima volta nel 1831 da James Clark Ross, registrando una velocità di spostamento di circa 15 chilometri all’anno; negli anni novanta la velocità di spostamento registrata fu di circa 55 chilometri all’anno. Nel 2018, infatti, il polo magnetico ha superato la linea internazionale del cambio di data e, attualmente, sta facendo rotta per la Siberia.


Dobbiamo preoccuparci seriamente?

Perché il campo magnetico sta cambiando così rapidamente?

“A metà degli anni Novanta del secolo scorso ha preso velocità, passando da circa 15 chilometri all’anno a 55”, si legge ancora su Nature. “Nel 2001, è entrato nell’oceano Artico dove, nel 2007, una squadra di geofisici è atterrata con un aereo sul pack nel tentativo di localizzare il polo”.

La rapidità con cui si sposta è causata principalmente dalla variazione dei flussi di ferro liquido nelle profondità del pianeta (che generano il campo magnetico). Nel 2016, per esempio, una parte del campo magnetico ha accelerato sotto le regioni settentrionali del Sud America e dell’Oceano Pacifico orientale. Un’accelerazione che ha ulteriormente messo in difficoltà i geologi, che avevano aggiornato il loro modello da meno di un anno. Se a questo si aggiunge la velocità crescente con cui il polo si sposta, si capisce come mai, solo due anni più tardi, ci si rese conto che le previsioni stavano avendo più difficoltà del previsto; causando errori di navigazione che superavano il limite accettabile.

Insomma, lo spostamento del campo magnetico è assolutamente normale. Quel che invece non è tanto normale, è la velocità aumentata con cui si dirige dal Canada in direzione Siberia: che cosa sta succedendo? Secondo la teoria formulata dall’esperto dell’Università di Leeds Phil Livermore, questo rapido movimento potrebbe essere collegato a un imponente flusso di ferro liquido che sta avvenendo sotto il Canada, indebolendo il suo campo magnetico e quindi causandone lo spostamento in direzione della Siberia.

“La posizione del Polo Magnetico Nord sembra governata da due grandi blocchi di campo magnetico, uno sotto il Canada e uno sotto la Siberia”, dice Livermore. “Il blocco siberiano sta vincendo la competizione”. Niente di particolarmente misterioso o preoccupante, insomma. Ma se quest’accelerazione dovesse aumentare, i problemi che potrebbero sorgere per chi deve pilotare navi o aerei, o calcolare traiettorie, potrebbero non essere pochi.

Tuttavia, uno studio recente sul processo di inversione del campo magnetico terrestre ha rilevato che negli ultimi due secoli si è verificato un rapido spostamento. Questa accelerazione in futuro aumenterebbe la nostra esposizione alle radiazioni solari, causando danni per trilioni di dollari in energia e sistemi di comunicazione. Ad ipotizzarlo un gruppo di ricerca internazionale, secondo cui l’inversione del campo magnetico – per cui il polo sud magnetico diventa il polo nord magnetico e viceversa – potrebbe accadere molto più rapidamente delle migliaia di anni che si pensava fossero necessarie. Andrew Roberts della Australian National University ha infatti detto che la forza del campo magnetico potrebbe diminuire di circa il 90% al momento della sua  inversione di campo, rendendo la Terra molto più vulnerabile alle radiazioni solari. “Il campo magnetico terrestre, che esiste da almeno 3,45 miliardi di anni, fornisce uno scudo all’impatto diretto delle radiazioni solari”, dice Roberts, tra gli autori dello studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America. “Anche con il forte campo magnetico terrestre di oggi, siamo ancora suscettibili alle tempeste solari che possono danneggiare la nostra società basata sull’elettricità e i sistemi satellitari”.


Al riguardo, è importante sottolineare il fatto che la definizione che diamo di polo magnetico Nord e Sud è solo una convenzione. Come già detto in un nostro vecchio articolo “Dove si trova il Polo Nord Magnetico” , di fatto il Polo Nord Magnetico si trova al Sud geografico e viceversa. L’ago della bussola non può indicare un polo della stessa polarità, perciò è stato scelto che il Polo Magnetico Sud, cioè quello fisico, sia chiamato polo Nord magnetico in analogia con il Nord geografico.


Per i più appassionati, qualche cenno storico sui poli magnetici.

Nei tempi antichi, i vascelli si affidavano già al nord magnetico – sul quale puntavano le loro bussole – per navigare attorno al globo. I loro utilizzatori, stando a quanto si legge su Geological Survey of Canada, ritenevano però che puntassero nella direzione di una gigantesca montagna magnetica all’estremo nord del pianeta.

L’origine del campo magnetico terrestre ha occupato le più grandi menti scientifiche. La prima ipotesi fu formulata circa nel 1200 da Pietro Peregrino di Maricourt, il quale, per spiegare l’orientamento verso Nord di un ago magnetico, immaginò che al polo vi fossero grandi giacimenti di magnetite. Quattro secoli dopo, William Gilbert, che eseguì una serie di esperimenti sui magneti, sostenne che l’intero pianeta fosse un gigantesco magnete. Solo successivamente si capì che ciò non era vero in quanto la temperatura all’interno del pianeta non consente a nessuna sostanza di mantenersi magnetizzata. Quando nel XVII secolo si scoprì che un campo magnetico può essere prodotto da una corrente elettrica, si ipotizzò che il campo magnetico terrestre fosse generato da correnti prodotte nello stesso strato di ferro fuso che avvolge il nucleo solido del pianeta, attraverso un meccanismo detto di geodinamo (ipotesi che venne ripresa più tardi intorno agli anni ’50 da Edward Bullard). Anche lo stesso Einstein, a metà degli anni ’20, considerava il geomagnetismo uno dei grandi misteri della fisica moderna.

Nel 1831 l’esploratore britannico James Ross Clark riuscì davvero a individuare il campo magnetico. Qualche anno dopo, l’esploratore norvegese Roald Amundsen lo individuò in una posizione differente, confermando così come il campo sia in costante spostamento.


Non aspettare che il Polo Nord Magnetico venga a casa tua, chiamaci subito allo 0283419865 o al 335296612 o scrivici a scuolanautica@nesw.it

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