ajax loader

Gli orecchini sono entrati ormai nella normalità della nostra società, in particolare quelli ai lobi che da secoli vengono utilizzati da individui di entrambi i sessi.

Le origini di tale usanza sono da ricercare nella vecchia marineria. Infatti, se c’è un articolo che qualsiasi pirata che si rispetti deve possedere, oltre alla benda sull’occhio e alla bandana, si tratta proprio dell’orecchino. Sono state date molte spiegazioni del perché i marinai (e in particolar modo i pirati) indossassero gli orecchini.

Alcuni sostengono che fossero portafortuna, o che quantomeno fossero usati per proteggere i navigatori dall’annegamento, altri dicevano che sarebbero serviti per pagare i funerali qualora il marinaio fossi annegato e il mare avesse restituito il suo corpo sulla spiaggia di una terra lontana.

Alcuni sostengono che i marinai incidevano il nome della loro città natale sugli orecchini, per farsi che i loro corpi potessero essere rimpatriati per la sepoltura (qualcosa di simile alle piastrine identificative oggi utilizzate dai militari), ma non ci sono prove storiche a sostegno di ciò.



Secondo un’altra teoria, al tempo si riteneva che la foratura dell’orecchio potesse migliorare la vista, un’idea che potrebbe apparire improbabile se non si tiene conto del fatto che gli agopunturisti utilizzano i punti di pressione sui lobi delle orecchie proprio per la cura dei problemi di vista.

Appare leggermente più plausibile l’idea secondo la quale i marinai avrebbero indossato gli orecchini a ricordo di grandi navigazioni, come l’attraversamento dell’Equatore o il superamento di Capo Horn. In caso di passaggio del Capo Horn da ovest verso est si assicurava l’orecchio sinistro, quello rivolto verso il capo, mentre il destro si forava per il passaggio assai più arduo (quello contro i venti e le correnti prevalenti) da est verso ovest.

Qualunque fosse la ragione, la pratica fu probabilmente avviata durante il regno della regina Elisabetta I (1558-1603), ossia quando furono aperte le rotte commerciali verso l’Asia e i marinai europei furono esposti alle culture nelle quali il body piercing era una pratica diffusa. L’Asia è anche la terra dell’agopuntura, pertanto i primi europei ad adottare l’orecchino potrebbero aver trovato lì le idee sui punti di pressione, durante le loro visite in quei luoghi.

È forse più corretto ricordare che gli orecchini erano generalmente di moda nella società dell’epoca. Dopo una fase di stallo nel medioevo, quando le acconciature delle donne si erano bastate sopra di orecchie, rendendo inutile le decorazioni in quel distretto del corpo, durante il rinascimento inglese gli orecchini tornarono in voga. Vi è anche un ritratto presumibilmente di Shakespeare nel quale il commediografo indossa un orecchino d’oro, anche se non vi è la certezza che sia veramente lui. Sir Walter Raleigh si spinse ancora più in là e acconsentì a farsi ritrarre con indosso un grande orecchino pendente realizzato in argento o in madreperla.

Naturalmente, non tutti approvavano e nel 1577 William Harrison scrisse scandalizzato: “alcuni lascivi cortigiani e sfrontati gentiluomini indossano anelli d’oro con pietre o perle sulle orecchie, forse pensano che l’opera di Dio sia perfettibile? Va detto, invece, che piuttosto ad ornare la loro persona quegli oggetti la disonorano”.

Quale disapprovazione non poteva che incoraggiare molti marinai, i quali andavano per mare proprio per sfuggire alle convenzioni. Se un orecchino avesse potuto conferire loro un’aria furfantesca, probabilmente ne sarebbero stati più che felici.

 

Cit.-  “Storia della vela in 100 oggetti” di Barry Pickthall.

Lascia un commento

NESW S.r.l.

Autorizzazione Scuola Nautica n° 4028/14

Autorizzazione Agenzia n° 6715/16

Ufficio Autorizzato A.N.S.

Via Teglio 9, 20158 Milano

Segreteria aperta da LUN a VEN in orario continuato dalle ore 10:00 alle ore 18:00

tel/fax: 02 83419865 - mobile: 335 296612
email: info@nesw.it - pec: nesw@legalmail.it
codice destinatartio: AX878LP
C.F. e P.IVA: 08443600963 - REA: MI-2026866
Cap. Soc. € 10.000,00 i.v.

WhatsApp Richiedi info con WhatsApp