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Vademecum per una navigazione sicura

Prima di intraprendere qualsiasi navigazione, lunga o breve che sia, è opportuno avere in mente alcune regole fondamentali così da evitare spiacevoli situazioni in mare che possano rovinarci la vacanza.

Naturalmente bisogna tener conto di diversi aspetti, quali ad esempio il tipo di navigazione da intraprendere, il tipo di unità navale con cui navigheremo e soprattutto l’equipaggio che avremo a disposizione , se l’unità è di proprietà o a noleggio/locazione, gli accorgimenti sarebbero diversi tra loro, ma con questo decalogo vogliamo dare alcune regole generali ma fondamentali che un bravo Comandante non dovrebbe mai scordare”. Ecco le regole d’oro da seguire in barca per una navigazione sicura:

  1. Consultare sempre le condizioni meteo prima di salpare, sia della zona di partenza che del tratto di mare interessato durante la navigazione verso la meta, nonché del porto di destinazione, per non farsi sorprendere dai venti di traversia. Uscire dal porto senza aver consultato il bollettino meteo può significare salpare col sole e il mare tranquillo e farsi sorprendere da un temporale estivo o, ancor peggio, dal mare grosso, mettendo a dura prova la sicurezza della nostra barca e delle persone a bordo;
  2. Consultare le Ordinanze Marittime locali emanate dalla Capitaneria di Porto di zona, soprattutto l’ordinanza balneare che disciplina tutti gli sport acquatici tra cui lo sci-nautico (per svolgerlo è necessaria la patente nautica indipendentemente dalla potenza del motore), la pesca sportiva (in genere è vietato pescare più di 5 kg di pesce a meno ché non sia un unico esemplare) tra cui quella subacquea che non può essere effettuata con bombole, a che distanza dalla costa si deve navigare; al riguardo si coglie l’occasione per ricordare una disposizione Ministeriale del 2004, poco conosciuta ma tuttora in vigore (Direttiva 25/06/2004 del Min. Pietro Lunardi), che ha stabilito delle regole ben precise per la navigazione vicino la costa a tutela dei bagnanti e dei sub e in particolare: se si naviga a distanza entro 500 metri da coste rocciose e 1000 metri da spiagge, la velocità non deve essere superiore a 10 nodi la navigazione è obbligatoria con scafo dislocante (non in planata). Inoltre, la navigazione da diporto svolta entro i 1000 metri dalla costa non deve mai essere invasiva, ma rispettosa dell’ambiente e della quiete, con particolare attenzione per i limiti delle emissioni acustiche e dei gas di scarico. Normalmente il contenuto di questa direttiva viene riportato anche sulle ordinanze marittime locali. Eventuali ordinanze relative ad aree marine protette per evitare, ad esempio, di dare fonda all’ancora in una zona vietata e incorrere quindi in pesanti sanzioni per aver rovinato il fondale marino; le ordinanze marittime possono essere diverse da zona a zona in funzione delle esigenze del tratto di mare locale;
  3. Controllare l’efficienza della nostra barca per evitare possibili avarie in mare, dal motore che non deve mai emanare fumi strani (bianco, blu, nero = brutti segni che sconsiglia lunghe traversate), alla necessità del buon funzionamento del sistema di raffreddamento dello stesso, dalle prese a mare che spesso sono causa di affondamento, al corretto funzionamento di apparecchiature elettroniche come GPS, VHF, Ecoscandaglio o magari il Radar, d’ausilio per la navigazione. L’assistenza in mare (per avarie, carburante finito ecc.), se non prevede pericolo imminente per la vita umana, non è obbligatoria e l’intervento di un rimorchiatore per farsi riaccompagnare in porto è molto costoso (qualche zero in più rispetto ad un carroattrezzi terreste, per intenderci). Se l’assistenza viene fornita da un altro tipo di unità, magari privata, è opportuno pattuire immediatamente un’eventuale ricompensa prima di farsi rimorchiare in porto; in tal caso è buona norma marinaresca dare noi il cavo (cima) per farsi rimorchiare.  La Guardia Costiera, tra i suoi vari compiti, ha quello della salvaguardia della vita umana in mare ma non delle unità navali; in caso di avaria, qualora intervenga per darvi assistenza, può trasbordare il vostro equipaggio sulla motovedetta CP e successivamente imporre, in qualità di Autorità Marittima, il recupero dell’unità con un rimorchiatore a vostre spese.
  4. Controllare la validità dei documenti di bordo, come l’assicurazione (per evitare di farci sequestrare la barca), l’eventuale licenza di navigazione e certificato di sicurezza per unità iscritte, validità della patente nautica qualora necessaria, certificato personale e licenza RTF per il VHF (obbligatori oltre le 6 miglia dalla costa).
  5. Controllo delle dotazioni minime di sicurezza, almeno una cintura di salvataggio per ogni persona trasportata e per i bambini giubbini omologati per la loro età, razzi/fuochi/fumogeni in corso di validità, eventuale zattera autogonfiabile revisionata e certificata, ecc…(consultare l’elenco delle dotazioni previste in funzione della navigazione che vogliamo affrontare); avere sempre gli estintori carichi e in ottimo stato, visto che l’incendio a bordo è la prima causa di abbandono nave, evitare di posizionarli tutti nella stessa zona ma tenerli sempre pronti all’uso dove potrebbero occorrere.
  6. Programmare la navigazione che si vuol fare, possibilmente su una carta nautica aggiornata in cui prevedere eventuali soste in caso di emergenza ed effettuare il calcolo dell’autonomia del carburante – ricordiamo che l’autonomia si ottiene moltiplicando le ore di navigazione che dovremo fare  (T=S/V tempo uguale distanza da percorre diviso la nostra velocità) per giungere a destinazione per il consumo orario in litri maggiorato di almeno il 30% per motivi di sicurezza (autonomia= T x consumo lt/h + 30%)
  7. Prima di partire per una crociera o una piccola traversata, è opportuno che il comandante della barca faccia un breve e simpatico briefing con i suoi ospiti a bordo, facendo vedere loro la locazione di cinture  di salvataggio e magari individuando tra i partecipanti almeno un individuo che possa essere d’ausilio durante la navigazione o in una eventuale situazione d’emergenza; prevedere significa non farsi cogliere impreparati ma soprattutto significa salvare la vita a se ed agli altri!
  8. Durante la navigazione è necessario svolgere un servizio di vedetta continuo, soprattutto se la navigazione viene effettuata in prossimità della costa (nei limiti previsti dalle norme sulla sicurezza in mare), scrutando un pò più a distanza dalla nostra prua la superficie dell’acqua per evitare di investire eventuali bagnanti, fuoriusciti inconsciamente dalla zona di balneazione, o per evitare di travolgere eventuali subacquei (in questo periodo i sub sostengono che inizi il così detto “tritacarne”, orribile affermazione che però rende molto l’idea di ciò che, purtroppo, accade puntualmente ogni estate).
  9. Avvisare qualcuno a terra circa i nostri spostamenti in mare, per ovvi motivi di sicurezza; in caso di navigazione con cattivo tempo, fare indossare a tutto l’equipaggio le cinture di salvataggio, limitare la presenza in coperta al personale addetto alle manovre, dare la propria posizione nonché la destinazione alla Guardia Costiera contattandola sul ch 16 del VHF o telefonicamente al n° 1530 (per le emergenze in mare).
  10. Infine, ma non per questo meno importante, ricordo che è assolutamente vietato per chiunque stare al Comando di un’unità navale in stato di ebrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Dopo una giornata di navigazione, sono consapevole quanto possa essere piacevole dare fonda in una splendida rada in cui trascorrere la notte e fare una piacevole cenetta in barca sorseggiando del buon vino, ma è sempre meglio non esagerare nel bere: ricordo che se la barca non è all’ormeggio sicuro (l’ancoraggio non lo è) il comandante deve sempre rimanere vigile e predisporre un servizio di vedetta H24. La pena è il ritiro della patente e nei casi più gravi è previsto l’arresto; il Comandante ha il dovere e la responsabilità dell’unità navale e delle vite umane a bordo!

 

Buon Vento!
Marco Morana

Libro di Testo per la Patente Nautica

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