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L’AMACA,  1492

Avete mai provato a riposare su un’amaca, magari a bordo di una barca?

Tutti sanno che i veri marinai dormono nelle amache, fa parte dell’iconografica marittima. Tuttavia, le amache furono introdotte in Europa circa cinquecento anni fa. Prima di allora, i marinai dormivano nelle cuccette o in coperta, e a volte soffrivano di forti dolori alle ossa proprio per questo.

Le amache furono probabilmente inventate dai maya dell’America centrale circa mille anni fa. I maya costruirono le loro amache con la corteccia dell’albero di ha Mack, che fu poi gradualmente sostituita da più abbondante sisal, la fibra ottenuta dalle foglie dell’agave sisalana (utilizzata anche per la produzione di funi, una fibra che poteva essere ammorbidita lavorandola). Dormire in un’amaca ha particolare senso nei climi tropicali, perché la struttura a forma di ragnatela è ben ventilata e isola la persona dal terreno, al riparo da insetti pericolosi, serpenti velenosi e altri animali. L’uso dell’amaca si diffuse rapidamente dall’America centrale al Sudamerica e ai vicini Caraibi.

Quando Cristoforo Colombo tornò in Europa dopo aver “scoperto” il Nuovo Mondo, nel 1492, non portò con sé spezie e oro, come aveva promesso, ma ananas, tacchini, tabacco e amache. Poco più tardi lo scrittore spagnolo Gonzalo Fernander de Oviedo Valdes (altrimenti noto come “Oviedo”) raggiunse i Caraibi e trascorse trenta anni a documentare le culture indigene, incluse le soluzioni adottate dalle popolazioni locali per il sonno: “gli indiani dormono in un letto chiamato “hamaca”, che è in sostanza un pezzo di tessuto con trama larga come una rete… realizzato in cotone… lungo da due a tre metri, con numerose cordicelle a entrambe le estremità che possono essere fissate a qualsiasi altezza. Sono eccellenti soluzioni per dormire, e sono pulite… dato il clima caldo non richiedono l’uso di coperte… inoltre sono trasportabili, e anche un bambino può portarne una sul braccio”.

I colonizzatori europei si appassionarono subito all’amaca e nel 1570 risultava già ampiamente diffusa tra i coloni sudamericani.

Le amache si rivelarono particolarmente utili anche a bordo delle navi, perché occupavano meno spazio rispetto alle cuccette tradizionali e potevano essere piegate e riposte quando non usate. Inoltre, restavano più o meno stabili nonostante il rollio delle navi, riducendo gli effetti del mal di mare ed evitando la caduta dei marinai dalle cuccette. Nel 1597 la Royal Navy adottò formalmente le amache. Diversamente dalla versione caraibica, tuttavia, l’amaca della Marina inglese era realizzata in tela pesante e poteva risultare troppo calda e claustrofobica con climi caldi, soprattutto perché le amache venivano appese ad appena trentacinque centimetri di distanza le une dalle altre, come previsto dai regolamenti della Marina. Malgrado queste limitazioni, la situazione restò sostanzialmente invariata e la Marina le utilizzò fino agli anni Cinquanta. Le amache sono ancora diffuse a bordo delle imbarcazioni da diporto, anche se oggi si usano più spesso per la siesta o per prendere il sole, e in genere vengono montate tra l’albero e lo strallo di prua, mentre per il riposo notturno si preferiscono comode cuccette sottocoperta.

 

cit. – contenuto tratto da “La storia della Vela in 100 oggetti”

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